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Inseguiamo miraggi? No. Realizziamo sogni!

Ritornare in Sudan, ripercorrendo a ritroso le orme di Santa Bakhita, è un po’ come tornare “a casa”

Per noi della Fondazione Canossiana, ritornare in Sudan, ripercorrendo a ritroso le orme di Santa Bakhita, è un po’ come tornare “a casa” e rispondere nuovamente alla richiesta della Madre Moretta: “Ricordatevi della mia terra, non dimenticate la mia gente”.
Siamo impegnati da anni a seguire e sostenere le molteplici attività delle varie comunità  Canossiane in Sudan, e ritornarvi a distanza di alcuni anni, permette di cogliere con maggiore evidenza i cambiamenti apportati dal tempo e dal lavoro di quanti vi vivono.
Khartoum, Jabarona ed El Obeid sono le tappe di un viaggio effettuato lo scorso maggio e che mi ha permesso di visitare persone e attività che rappresentano la quotidiana testimonianza della presenza canossiana nella terra di Bakhita. In ognuna di questi luoghi sono, infatti, presenti Comunità e Scuole, vere e proprie oasi di solidarietà dove i miseri trovano l’acqua della carità umana e cristiana che disseta i loro corpi, ristora il cuore e dà speranza al loro futuro.
La Scuola di “St. Francis”, con i suoi 1.800 bambini, e il “St. Magdalene Centre” (Jabarona) con i suoi 100 bambini e circa 40 donne in formazione, sono le due realtà Canossiane presenti a Khartoum. Percorrere le polverose e assolate strade del campo profughi di Jabarona e guardare la distesa a perdita d’occhio delle innumerevoli case di fango e stracci che lo compone può sembrare irreale, ma niente di tutto ciò è un miraggio. È invece un concentrato di umanità che vive nella miseria e nell’indifferenza della società, una umanità che si può toccare e avvicinare.
Lo stesso scenario, purtroppo, si ripete varie volte lungo i 700 km che separano Khartoum da El Obeid.
Anche qui, a soli 300 km dal Darfur, sono cresciute, negli anni, innumerevoli realtà educative e formative promosse dalle Sorelle missionarie Canossiane: la Scuola Materna “Bakhita” (140 bambini), la Inseguiamo miraggi? No. Realizziamo sogni!
“Comboni Victoria School” (456 bambini), la “Comboni Canossa School” (845 bambini) e il “Vocational Training Centre “J. Bakhita” con i suoi corsi di Computer, Inglese, taglio e cucito, cucina e dove si realizza il progetto a favore degli Street Children (120 bambini). Questi non sono miraggi, ma sogni realizzati.
Una frase mi ha accompagnato nel mio girovagare tra le molte realtà canossiane: “Nessuna carovana ha mai raggiunto un miraggio, ma solo i miraggi hanno mosso le carovane”. Credo che quello che è cresciuto e si è sviluppato in Sudan negli ultimi anni rappresenti la prova che ai miraggi si sono preferiti i sogni, e quando si è in tanti a sognare si “corre il rischio” di realizzare veramente questi sogni. E così sarà anche per Laura, Marianna e Michele, due studentesse e il loro insegnante del “Centromoda Canossa” di Trento, che si sono recati in Sudan alla fine di Novembre. Hanno partecipato al progetto “Piccoli maestri solidali” che, in  collaborazione con il Comune di Trento e la Fondazione Canossiana, ha permesso loro di vivere un’esperienza di scambio culturale e di reciproche conoscenze pratiche.
Le dure realtà di bisogni e privazioni incontrate ci spingono lo sguardo oltre l’orizzonte dell’oggi, per affrontare le molte esigenze che ancora attendono una risposta e costruire insieme un futuro possibile e sostenibile anche in Sudan. “I sogni sono tanti, ma vogliamo non siano solo un miraggio tanto facile nel deserto”.
Un grazie e un affettuoso ricordo a tutte le Sorelle che oggi, come ieri, sono in Sudan a spendere la propria vita; grazie a Voi tutte, anche per quella Croce, fatta di tappi di bottiglia, incastrati nel muro di fango del “St. Magdalene Centre” di Jabarona.
Inseguiamo miraggi? No. Realizziamo sogni! Questo abbiamo fatto, facciamo e continueremo a fare grazie ai molti donatori, amici e amiche in ogni parte del mondo, che ci vorranno essere vicini, come Harambee Africa Onlus.
As Salaam Alaykum (la pace sia con Te). È un saluto bello e gradito, scambiato innumerevoli
volte nei lunghi e intensi giorni sudanesi. E allora,
Wa Alaykum as Salaam (E con Te sia la pace).

Giancarlo Urbani,
Responsabile Progetti
(pubblicato in Vita Più dicembre 2009)